Mai come in questo periodo si è data tanta importanza ai luoghi cosiddetti di “vicinato” del territorio italiano. La stessa parola: vicinato, infonde la sensazione di familiare, di sicurezza e di comfort dove il frequentatore ha il tempo di soffermarsi a scrutare con tutta calma ogni particolare e vivere questi luoghi appieno. Il fattore Covid ha sicuramente influito ad accelerare tale processo che già aleggiava da qualche tempo a causa della crisi economica. In questo senso si stanno muovendo le governance che si interessano di territorio e la politica che considerata anche la crisi del turismo globale stanno sostenendo la riscoperta dei piccoli luoghi, dei borghi, delle realtà che in Italia rappresentano una grande ricchezza di natura esperienziale e culturale.

Ogni luogo rappresenta un proprio carattere identitario ed una propria anima che si rispecchia nei suoi abitanti. Molto spesso ci si imbatte con storie e culture locali davvero interessanti e particolari che hanno contribuito a plasmare la vita dell’intera nazione. Ne sanno qualcosa illustri viaggiatori che in passato  iniziarono un percorso esperienziale anticipando il turismo lento di cui in questo periodo se ne parla spesso. Soltanto che i nostri illustri personaggi lo praticavano con grande difficoltà per la mancanza di mezzi e comodità, noi invece abbiamo la necessità di ritornare consapevoli dei nostri luoghi e del nostro spirito a causa proprio dell’evoluzione distorta della modernità. Emblematici sono stati i viaggi di Goethe in Italia da cui ne trae un quadro affascinante intriso di storia, personaggi e minuziosi particolari per descrivere luoghi che molti di noi ancora oggi non conoscono. Cosi come Gregorovius  descrive con grande cura i luoghi minori della nostra Italia. Le orme di questi due turisti speciali dovrebbero essere sempre tenute bene in mente per riconsiderare tutte le peculiarità dei borghi storici, solo in apparenza, non importanti. E’ il momento questo di recuperare ogni valore identitario delle piccole comunità anche per scongiurarne la scomparsa. Abbiamo borghi che contano anche solo 150 abitanti e che rischiano il dissolvimento delle proprie radici.

Ci sono timidi risvegli in questo senso da parte di Regioni e ministeri che sicuramente rappresentano una base ma occorrerà uno sforzo maggiore al fine di riconquistare anche l’occupazione attraverso il recupero di lavori, tradizioni e mestieri che si stanno disperdendo a causa dello spopolamento a causa di politiche non idonee.

La Regione Lazio già dal 2008 ha promosso la valorizzazione dei piccoli borghi ma sempre con modeste risorse mentre è in corso l’approvazione di un provvedimento da parte del Ministero dei Beni Culturali per incentivare progetti di rigenerazione dei territori e per rafforzare e integrare l’offerta turistica e culturale nei borghi italiani all’insegna della sostenibilità, dell’accessibilità e dell’innovazione.

Ci auspichiamo che il progetto di recupero dei borghi possa essere oggetto di una seria riflessione da parte del governo attraverso una politica di rigenerazione strutturale che li possa far rinascere sia da punto di vista sociale -lavorativo che turistico.

L’esperienza del nostro studio ci porta ad essere critici ma nel contempo ottimisti. E’ necessario credere nel proprio territorio e perseverare nel lavoro di recupero partecipato insieme a tutti gli attori interessati ed alle comunità. Abbiamo avuto la fortuna di dedicare del tempo ad approfondimenti alla riqualificazione ed alla rigenerazione di alcuni borghi più o meno conosciuti che meritano di essere brevemente ricordati. Ognuno di essi  con la propria storia e con le proprie peculiarità. Anche se relativamente vicini tra loro questi graziosi borghi rappresentano un’area abbastanza estesa in cui vicende storiche, tradizioni e storie locali hanno plasmato un’anima e tramandato le radici agli abitanti del terzo millennio. Solo a titolo esemplificativo possiamo nominare la storia del doppio papato di Bonifacio VIII e Celestino V per il castello di Fumone, la straordinarietà delle acque di Fiuggi care a Bonifacio VIII, a Michelangelo Buonarroti ed a noti personaggi del Novecento Italiano, Trevi nel Lazio , Treba Augusta, dominio dei Caetani e centro nevralgico della valle dell’Aniene, Vallepietra con la storia legata agli Equi ed ai Caetani e con un percorso di fede di rilevante storia antropologica connessa al Santuario della Santissima Trinità ed alla valle dei monti Simbruini.

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