Era tantissimo tempo che la “gens anticolana” attendeva questo momento. Tanti anni di attesa ma finalmente la Collegiata di questo borgo storico del Lazio, appartenuto in passato alla famiglia Colonna, potrà tornare lucente con la sua rinnovata anima. Il nuovo parroco Don Alberto che la gente Ernica conosce benissimo per il suo impegno e la sua dedizione per il mantenimento del Santuario della SS Trinità ora è in prima linea per affrontare questa nuova sfida che gestirà sicuramente nel migliore dei modi come è abituato a fare da anni a servizio della chiesa. I lavori in fase conclusiva sono stati curati dall’impresa Zovini di Fontana Liri, specializzata in queste tipologie di lavoro. Con questa opera di restauro il borgo storico che ruota intorno alla Collegiata accrescerà la sua notorietà turistica che ora si distingue principalmente per le proprietà dell’acqua terapeutica e per il contesto paesaggistico.

Un pò di storia

E’ interessante sapere che la prima chiesa intitolata a San Pietro fu quella che nell’antichità si trovava “de foris” ovvero fuori la cinta del borgo ovvero la chiesa che attualmente è dedicata a San Biagio protettore della città, mentre quella che attualmente è dedicata a San Pietro era invece intitolata a Santa Lucia, raffigurata in una piccola tela tonda nel transetto di sinistra dell’attuale chiesa. Ancora oggi a lato dell’altare si intravede una scala, poi murata, che raggiunge i piani superiori per agevolare i “Colonna” a recarsi nella chiesetta direttamente dalle loro dimore.

In quel periodo Anticoli era feudo dei Colonna però dal 1421 al 1478 fu un libero comune agendo in piena autonomia. Fu in questi anni che il borgo si allargò aumentando le torri di difesa spostando la porta del rione colle, oggi scomparsa dopo la demolizione degli anni 50. Dopo l’atto di trasferimento del feudo Anticolano per concessione apostolica a Rodrigo Borgia, questi vi esercitò anche i poteri spirituali agevolando così la famiglia Colonna.  Robrigo divenuto  Papa Alessandro VI nella lettera di investitura della proprietà del feudo di Anticoli alla figlia Lucrezia, come una “Concessio apostolica” indirizzata al cardinale Ascanio Sforza scrive: ”Hinc est quod nos …civitatem tamen Nepesinam…et terram Anticuli in Campania et illarum populos quibus dum minori fungeremur officio ommenes dominium ac merum et mixtum imperium ex concessione apostolica obtinentes… ” Furono anni di grande attività ed innovazioni con l’applicazione dei primi statuti che nel 1448 riscrisse  il cavaliere romano Stefano Porcari.   La comunità di Anticoli in quegli anni fu stremata dalle carestie e dalla pestilenza che decimarono la popolazione e la ridussero a brandelli. Nel 1500 si cominciò ad abbandonare gli uffici religiosi e disertare le Messe anche per la difficoltà di frequentare la chiesa fuori le mura che diventò impraticabile, specialmente l’inverno, per il fango e la vegetazione che avvolgeva la costruzione. Si decise allora di officiare le messe presso la chiesetta del Castello o di Santa Lucia che era posizionata nella parte alta di sinistra dell’attuale chiesa. Poi agli inizi del 600 si decise di realizzare nel rione Riofreddo (attuale piazzetta ubicata a fianco dell’attuale chiesa), una chiesa più importante. Nel 1610 Monsignor Antonino Seneca vicario di San Carlo Borromeo incoraggiò la popolazione a partecipare alla costruzione della chiesa che fu completata ed inaugurata nel 1617 il giorno di San Carlo in onore proprio del Santo a cui il Monsignore era molto legato. Questo giorno ci viene tramandato, come dice Don Celestino Ludovici, da un atto notarile che Monsignor Seneca volle redigere al fine di tramandare ai posteri l’importante avvenimento. L’atto fu redatto in presenza del Sindaco di Anticoli Federico de Grassis, del Monsignore, degli officiali Mariani e Giannuzzi e dei testimoni Giorgilli e Sabelli. D’altronde Carlo Borromeo era allacciato alla famiglia Colonna tramite la sorella Anna sposata con Fabrizio Colonna, per cui edificare una Chiesa ad Anticoli rappresentava anche il modo di onorare questo legame. Fabrizio ed Anna generarono Marcantonio III Colonna Principe di Paliano e Signore di tanti Comuni tra cui Anticoli di Campagna.

Particolari dell’architettura

La chiesa con forma a croce latina e pianta rettangolare fu appunto edificata sulla chiesetta di Santa Lucia e sopraelevando anche una torre di difesa del Castrum. La copertura a due falde contiene all’interno la volta principale semisferica ed una cupola finale a volta incrociata. Accanto, sul lato sinistro era presente l’edificio storico con elementi stilistici del XIV secolo e tipiche simbologie di casa Colonna, restaurato nel 1995, in cui era ubicata l’antica residenza Comunale ed utilizzato in seguito come casa parrocchiale. Nel 1915, in occasione del terremoto che colpì l’Abruzzo, il complesso subì molti danni tra cui il crollo del campanile che fu riedificato con  cupola di natura araba una prima volta nel 700 a causa di un incendio.
La collegiata di San Pietro gode di un giuspatronato del Comune di Anticoli, cioè il Comune è tenuto al mantenimento della stessa, a contribuire alle spese di riparazione della collegiata, del campanile e dell’Organo. La Chiesa ospita sei cappelle con relativi altari, tre per ogni lato della campata principale.  

A sinistra entrando ci sono tele che raffigurano la Madonna del Purgatorio, l’Ascensione ed il sacro Cuore. A destra invece le tele raffigurano San Francesco (estasi di S. Francesco di pittore romano del sec. XVII), la Madonna del Carmelo e l’Assunzione (l’Assunta è venerata da S. Biagio, S. Michele Arcangelo e da S. Carlo Borromeo). I due altari del transetto sono dedicati alla SS. Immacolata (a destra) e a S. Lucia (a sinistra).
I due altari del transetto a sinistra riportano una piccola tela ovale raffigurante Santa Lucia in ricordo della primordiale chiesa a destra l’altare che si caratterizza per due colonne molto interessanti lavorate a rilievo con fine tecnica di altorilievo floreale ospita una statua della Santissima Madonna Immacolata. Questo altare di matrice barocca sembra anticipare di molti anni l’arte floreale del novecento.

Transetto dedicato alla Madonna Immacolata
Transetto dedicato a Santa Lucia

L’altare dedicato alla Madonna del Carmelo è stato voluto dalla famiglia Falconi tanto è vero che questa madonna è la patrona della casa Falconi di Anticoli (famiglia che ne vanta tutt’ora il patronato). La famiglia Falconi era una delle più antiche del castello ed ebbe molteplici privilegi dai Colonna. A  Carlo Benedetto Falconi nel 1702 fu rilasciato il beneficio di chiericato nella chiesa come riportato nel “Liber collationum benficiorum” della curia episcopale di Anagni. Sull’architrave della cappella esiste, in bassorilievo, lo stemma della famiglia. Un altro stemma, inciso nel marmo si trova nella chiesa dei cappuccini in ricordo di Biagio Falconi.

Nell’altare dedicato all’Ascensione di fronte a quella della Madonna del Carmelo è conservata una lapide dedicata ad un personaggio di casa Severa. Monsignor Giuseppe Maria Severa nominato da Gregorio XVI vescovo di Città della Pieve e poi di Terni

La tela dedicata a San Carlo Borromeo sicuramente fu voluta dal Monsignore Seneca per dimostrare la sua venerazione nei confronti di Carlo Borromeo. Molti sono gli spunti che gli autori delle tele hanno ripreso da autori più importanti del 600: Mattia Preti detto il Calabrese, Bernardo Cavallino della scuola Napoletana e Francesco Albani che ha molto operato a Roma, comunque tutti influenzati dal grande Caravaggio. Molto probabilmente il pittore romano che ha dipinto la tela in onore di san Francesco sarà stato un allievo di Francesco Albani. Anche la scuola lombarda di Giuseppe Vermiglio ha forse ispirato le tele in quanto ci potrebbe essere stata l’influenza di Seneca e Carlo Borromeo .

Negli anni 50 il campanile fu oggetto di lavori di ristrutturazione e consolidamento. Molto probabilmente durante i lavori vennero chiuse con mattoni pieni di argilla le parti inferiori delle aperture esistenti sulle facciate del campanile per consolidare le murature e per appoggiare un solaio per la manutenzione delle campane.

Vari sono stati gli interventi di restauro operati nel 900 ma sempre poco consistenti e diradati nel tempo tanto che ora l’intervento sul quale ha lavorato il nostro studio riguarda nella sua complessità l’intero complesso al fine di ottenere una totale ed organica rigenerazione. Il progetto è stato condotto oltre che dal nostro studio anche dallo studio dell’arch. Luciano Terrinoni e dal responsabile unico del procedimento Ing. Lucia Ciocci. I lavori sono stati finanziati dalla C.E.I. ed in parte dal Comune di Fiuggi.

Breve visita in cantiere

https://youtube.com/watch?v=OHbnaOEILlk%3Ffeature%3Doembed%26enablejsapi%3D1

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.